“I Pilastri” is a cycle of solo exhibitions presented by Fondazione Malutta dedicated to the foundation’s veteran artists — the solid and steadfast figures who have shaped its identity over time. Conceived by Thomas Braida and inspired by the “Pillars (Hashira)” from Koyoharu Gotōge’s cult manga Demon Slayer, the project celebrates artists who have refined their practice through relentless dedication and mastery.
Curated and organised by Thomas Braida and Anastasiya Parvanova, with the support of the members of Fondazione Malutta, I Pilastri highlights the strength, individuality, and technical prowess of each artist, revealing the distinct creative force that makes them true cornerstones of Fondazione Malutta’s artistic community. Each exhibition in the cycle is accompanied by a critical text by Beatrice Timillero.
Dan 丹 , Zhū 朱,Chi 赤
“Aaalt!”, grida la tigre di Shangri-la; l’esercito di terracotta è arrivato.
Il viaggio è stato duro ma, una volta chiarito il dubbio rispetto al bivio tra Scatolone 1 e 4, l’armata ha proseguito senza intoppi. Con sé reca un messaggio: arrestarsi o soccombere. Non nel sangue, sia ben chiaro, piuttosto alla noia dell’ennesima battaglia.
“Playmobill”, 2024, è una tela di medio formato che affascina per il suo sarcasmo. Giocata su dissidi sia prospettici che concettuali, richiama a sé i primi sguardi innanzitutto per i suoi rossi accesi. Già analizzando queste particolari gradazioni emerge un primo, sottile, contrasto: se ad ovest la concezione del colore rosso è dominata dalla mortalità di Adamo (dall’ebraico âdham, adhama e dam, ovvero rosso, terra e sangue), ad est le sfumature di cinabro e vermiglio riflettono l’ottimismo degli antichi imperi.
Due concezioni antitetiche che, nonostante le divergenze, si sono evolute nei millenni mantenendo una e una sola sincronia: rosso è uguale a potere.
Su quest’ultima corrispondenza gioca la sensibilità del pittore che, sfruttando a pieno le potenzialità allusive del colore ed enfatizzando le dimensioni dei soggetti coinvolti, ribalta ed esaspera la tragedia da lui narrata.
I toni e i volumi ancora non esauriscono del tutto la tensione che coinvolge le due parti. A confondere e soggiogare definitivamente lo spettatore vi è un’ultima sfida, quella fra la staticità dei titani e l’avanzata inesorabile degli stremati pigmei.